lunedì 11 agosto 2008

I Fannulloni stanno altrove!

Quando c'era Lui, intendendo con ciò la buonanima di Benito, si sentivano degli slogan (all'epoca la pubblicità non era ancora patinata) del tipo: Chi protegge donne e bambini? Mussolini!

Chi ci fa toccare il cielo con un dito (quello medio di Bossi? Boh!)? Benito!

Chi alla vittoria (quella che era schiava di Roma, tant'è che Bossi non capisce molto di storia, di geografia, di analisi logica, di matematica ... ecc. ecc. Mi viene il sospetto che si sia diplomato alla Scuola Radio Elettra) .. dicevo, Chi alla vittoria ci conduce? Il Duce!

Orbene, son passati tanti anni (settanta son tanti), ma stiamo tornando a quei livelli. A titolo di esempio, ma è un esempio che sento molto vicino, secodo l'ineffabile Brunetta sin da maggio le assenze degli statali sono diminuite del 37% (??), perché lui stava già producendo gli effetti del suo decreto-legge, peraltro entrato in vigore solo il 26 giugno successivo!! Definire ciò fantasioso mi pare poco. Non sono riusciti a debellare l'astensionismo i privati nelle loro fabbrichette (assenze medie del 12-15%), figurarsi Brunetta nella pubblica amministrazione!

Siccome alla fantasia non ci sono limiti, ecco il nostro ineffabile Brunetta affermare che la riduzione dell'assenteismo equivale a 25-30.000 impiegati in più al lavoro.

Boooom!

Ciò sarebbe forse vero se le premesse fossero quelle descritte da Brunetta. Ma così non è.

Infatti il ministro dimentica proprio le norme contrattuali che sono state sottoscritte per incentivare la presenza in servizio. Quanto lui avrebbe introdotto è realta contrattuale da un bel po' di tempo in un sacco di enti e nella maggior parte dei contratti. Le novità, semmai, sono da riferirsi a singole realtà contrattuali, peraltro spesso limitate ai soli ministeri. Ad esempio, il certificato medico devo obbligatoriamente produrlo sin dal girono della mia assunzione, avvenuto la bellezza di 25 anni fa.

Tuttavia lo zelante Brunetta dimentica che esistono due categorie di lavoratori che non usano né cartellino segnatempo, né certificato medico e che non devono far sottoscrivere dei contratti dai Sindacati, in quanto i loro aumenti stipendiali sono automatici, come anche le loro carriere.

Mi riferisco ai professori universitari come Brunetta (che peraltro possono assumere consulenze retribuite a volontà e fissare gli orari delle lezioni che meglio gli vanno congeniali) ed i magistrati. Specie i magistrati amministrativi che assumono incarichi a tutto spiano e che giurano di svolgere tutti gli incarichi nel tempo libero. Da ciò la necessità di godere delle ferie fuori dal periodo delle ferie giudiziarie. E' sufficiente ricordare che i magistrati hanno 51 giorni effettivi di ferie (all'atto pratico oltre due mesi l'anno!), che solo in piccola parte sono goduti nel periodo 01 agosto - 15 settembre! Quindi, altri 46 giorni di ferie che si sommano ai 51! Ditemi voi chi devo uccidere per avere 90 giorni di ferie l'anno! Mi va bene anche un elenco senza ordine alfabetico, lo riordino io!

Su queste cose però Brunetta tace (capirai, c'entra anche lui), omette, osserva un rigido silenzio.

Oltertutto è già da tempo che molti dipendenti pubblici vanno a lavorare anche se malati, proprio per non perdere quei soldini che i contratti danno solo se presenti in servizi. Con due effetti negativi:

1) i dipendenti si curano male;
2) non rendono affatto sul lavoro; se uno ha la diarrea, si chiude al cesso e basta; tanto, chi gli va a dire che non può andare al cesso o che deve andare a casa?

Gli assenteisti, continuano imperterriti, sono attrezzati.

Personalmente scommetterei sul fatto che la volontà è quella di privatizzare la pubblica Amministrazione. Scommetterei che c'è già qualche grande gruppo che ...

Insomma, molto fumo e poco arrosto, come del resto tutte le altre manovre del nuovo corso, anche a livello regionale. Ma di ciò, parlerò un'altra volta.

Prossimamente vi spiegherò anche la teoria delle 3 S (ESSE) in estinzione.
Tremonti non tramonta mai ...

Barzellettina - Due casseforti si incontrano ed una dice all'altra: "Ma guarda che combinazione .."

Cari italiani, ci stanno scippando il potere d'acquisto. Ebbene si, senza che nessuno se ne accorga (tranne i soliti sindacati, accusati però di difendere i fannulloni .. e di essere quindi inaffidabili). Confindustria tace, anche perché ai suoi iscritti, tutto sommato, conviene così.
Come avviene lo scippo? Semplice: il governo ipotizza un tasso d'inflazione del 1.5%. Poi si scopre che l'inflazione non può essere così bassa, che siamo già quattro volte tanto (l'ISTAT dice il 6,0%!). Risultato: ai lavoratori dipendenti hanno sfilato dalle tasche il 4,5% almeno, senza contare la limatura derivante che sul 1,5% che ci daranno in più, pagheremo più tasse ancora (Tremonti ha garantito che le tasse caleranno ... dal 2011!), causa il noto fenomeno del fiscal drag. Viene voglia di far notare che la stessa cosa è successa nel 2002 con il cambio Lira/Euro. Guarda combinazione: chi governava in quei mesi? Il binomio (l'asse, dice qualcuno) Berlusconi - Tremonti.
C'è solo un piccolo problema: credo alle combinazioni solo se sto parlando di casseforti o di calcolo combinatorio.

No pasaran!

martedì 5 agosto 2008

Ricominciamo

Dunque, ecco una barzellettina.
Una rana curiosa si rivolge agli animali che incontra: "Ciao", dice ad uno, "io sono una rana curiosa. Tu, chi sei?"
"Io sono un cane lupo", risponde l'animale.
"E no, o sei un cane, o sei un lupo", puntualizza la rana.
"Vedi", spiega il cane lupo, "mia madre era una lupa e mio padre era un cane, quindi io sono proprio un cane lupo".
"Interessante", dice la rana, allontanandosi.
Incontra un altro animale e ripete la domanda di rito: "Ciao, io sono una rana curiosa. Tu, chi sei?"
"Io sono una zanzara tigre", risponde l'animale. E la rana curiosa: "Ma daaii!!"

Ecco, questa barzelletta voleva solamente introdurre un nuovo argomento: i soldati poliziotto. Possono esistere? A voi i commenti.

giovedì 15 maggio 2008

Perché pubblica amministrazione

Qualcuno dirà: non avevano già abbastanza protezioni, 'sti quaqquaraqua di pubblici dipendenti, senza che anche un Furioso Orlando si mettesse di mezzo?
In realtà, oggi è diventato un po' di moda sparare a zero sui pubblici dipendenti. E' vero, sono tanti. Quindi, secondo statistica, saranno tanti anche gli scorretti, gli arruffoni, i grassatori. Ciò però non significa molto. Se non ci fossero anche quelli che lavorano onestamente, con competenza e con - a volte - abnegazione, di fronte a capi scemi o canaglia, amministratori (i politici si fanno chiamare così) ottusi e corbellerie di ogni genere, l'Italia si fermerebbe d'un colpo solo. Per un pubblico dipendente che si fa le passeggiate in orario di lavoro, ce ne sono almeno dieci che lavorano anche per lui. Il guaio è che si vede solo quello che passeggia per città. Gli altri non li vede nessuno.
Se ciò non bastasse, ci si mettono a volte anche gli stessi dipendenti: ad esempio i dipendenti regionali hanno qui aperto un blog (ladonzelladiorleans.blogspot.com), che temo possa solo far arrabbiare il cittadino comune, alle prese con i vincoli del proprio bilancio, con la paura del licenziamento, oppure con il timore che gli affari possano non andare bene (e si, c'è crisi). Insomma, cosa volete che interessi ad un lavoratore licenziato a 50 anni ed in mobilità, se un dipendente regionale ottiene un aumento di "solo" 100 euro al mese (X 14), e si sente sminuito perché, per guadagnare ancora di più, deve persino (lesa maestà), farsi valutare! Ma che, scherziamo, pensa il dipendente regionale, io sono bravo per il fatto stesso che esisto! Chi invece si arrabatta cercando un lavoro nuovo a 50 anni, ripeto, non può essere tenero con costoro. Lui si, forse, sarebbe giustificato ad avercela con i sindacati (forse anche con Dio: sarebbe - temo - giustificato anche in quel caso). Certo non chi, con la crisi odierna, ottiene "solo" 100 euro (X14) di aumento mensile. E mantiene un posto sicuro e garantito persino nelle condizioni contrattuali anche qualora fosse trasferito ad enti pubblici e privati.
Insomma, fatemi un po' sapere che ne pensate. Vorrei solo poter far conoscere uno spaccato di realtà che temo sia poco noto.